26 aprile 2007

Quindici

Sono interista.
Certo, dirlo dopo uno scudetto vinto è abbastanza semplice, ma io sono interista da molto tempo. E' difficile dire da quando, di preciso. Tempo fa lessi una frase, diceva qualcosa del tipo "Le grandi amicizie, i grandi incontri, le grandi passioni, i grandi amori..non si sa mai quando iniziano. E' una cosa fulminea, non sei lì con l'orologio a segnare in che momento sia successo." Era di Prisco.

Per me è stato esattamente così. Non ricordo da quanto tempo sono interista, nè tantomeno perchè. Per semplicità mi piace immaginare il mio essere interista dal mio primo e preciso ricordo, i festeggiamenti del 1989 negli spogliatoi, dopo il 13° scudetto. Allora decisi che sarei stato interista. Ero un bambino di sette anni, di prima elementare, sentivo che quei colori mi avrebbero dato soddisfazioni. Sono sempre stato un bambino troppo avanti, molto lungimirante. Direi pure troppo, in quel caso. L'Inter quell'anno perse 2 partite: la prima, contro il Torino e la seconda, a scudetto già vinto, 4-3 contro la Fiorentina. Ricordo chiaramente che dopo quella partita piansi. Avevo 6 anni, e non avevo minimamente idea di quello che avrei visto negli anni successivi.

Allo stesso modo non ricordo neppure il mio primo calciatore preferito. Forse Klinsmann, forse l'ultimo Schillacci, magari Ruben Sosa, escludo a priori Bergkamp. Dei primi anni non ho tantissimi ricordi, ricordo abbastanza bene la vittoria della Uefa nel 1991, quella del 1994 vista a casa di mia nonna vinta con un gol di Jonk con colpo sotto (non so se mi spiego). Forse ricordo persino troppo, tenendo conto che a quei tempi avevo 12 anni scarsi. Da quel momento in poi i ricordi si fanno via via più intensi, più decisi, più chiari.

Ricordo la Maglia Fitgar e quella Fiorucci, ricordo le prodezze di Igor Shalimov e la scommessa di Orrico, Ricordo Benny Carbone e Roberto Carlos, ricordo l'esultanza in camera mia al gol di Centofanti contro la Fiorentina (!!!) e la faccia tristissima nella sconfitta 1-0 con il Lugano. Poi ho iniziato a diventare interista sul serio, a tifare davvero per quegli 11 imbecilli. La finale di Coppa Uefa con lo Schalke, 1997, Ganz che nei supplementari mi mette sulla traversa il pallone della Coppa. La sconfitta ai rigori. Niente lacrime stavolta, però.

Nel '98 è arrivato Ronaldo. Il primo giocatore che ho amato, probabilmente. Ricordo il primo gol, al Bologna, quello dopo alla Fiorentina, con me che esultavo a casa del mio vicino di casa. Ricordo una vittoria 2-1 contro il Vicenza con un rigore al 95°. E' stata la prima volta che ho esultato come un matto per l'Inter. Ricordo il mio sorriso al primo gol di Kanu, ricordo me in bicicletta che andavo a giocare a basket da Corradino e sentivo alla radio del rigore non dato a Ronaldo. Ricordo la finale di Coppa Uefa, la mia prima vera vittoria da tifoso interista, la Gazzetta comprata il giorno dopo e il sorriso a mille denti che sfoderi quando arrivi a scuola. Un sorriso che avrei sfoderato poche altre volte, però.

Quelli sono stati gli anni in cui ho iniziato a condividere il mio essere interista con gli altri. Il primo probabilmente è stato Italo. Con lui ho seguito tutte le partite dell'Inter del 2000, con lui ho fatto riti scaramantici di ogni tipo possibile e immaginabile mentre seguivamo le partite all'Inter Club, con lui ho atteso il ritorno di Ronaldo dopo l'infortunio e il crack del ginocchio dopo 7 minuti. Mi chiusi in camera, iniziai a cercare su Internet qualcosa da leggere. Allora scoprii i newsgroup. Paradossale, ma noi interisti ci uniamo nel momento del bisogno. Ricordo anche il Derby 0-6, visto a casa di Paola. Mai nella mia vita 90 minuti sono trascorsi così lentamente. Erano i tempi di Baggio, di Baggio che ci faceva vincere lo spareggio col Parma, 3-1, visto a casa della nonna di Italo. Lippi in panchina, Jugovic in campo. Nella stessa casa perdemmo lo spareggio con l'Helsingborgs. In campo Macellari, Cirillo, Vampeta e Robbie Keane. Grazie Lippi.

Ricordo altrettanto bene il 2002, la prima giornata vissuta mentre eravamo al mare, a Bisceglie, il rientro in campo di Ronaldo, la gioia per il primo gol dopo l'infortunio, l'Inter in testa alla classifica e tutte dietro ad arrancare. Ricordo il 4 maggio 2002, al Jack Madden, io Roberto e Maurizio e io che dicevo "So già come andrà a finire domani". Ma non andò a finire come pensavo, Gresko non fu d'accordo. Quel giorno, per la prima volta, mi sono tolto la maglietta e sono uscito dal balcone, urlando. Poi non ho urlato più.

Dopo ho conosciuto meglio Davide e Fabrizio, ed è con loro che ho convidiso tutte le partite recenti. Da Luciano che tenta di fare la bicicletta e ci fare ridere, passando per l'Inter di Zaccheroni che gioca bene e che ci piace, fino ad arrivare al primo Adriano, quello forte, quello che piaceva a tutti, ma che non ha mai sostituito Ronaldo nella mia testa. Sono arrivate le prime vittorie, le esultanze per una stupida Coppa Italia in uno stupido 2005. Il gol su Punizione di Mihaljovic che suggella la vittoria, io che abbraccio Antonio e l'acqua che va a finire sul padre di Davide che rimane bagnato ma felicissimo. Abbiamo vinto la Coppa Italia. E abbiamo fatto pure i Caroselli. Solo noi.

Allo stadio, per forza di cose, non ci sono andato tantissime volte. Due volte contro il Bari, 96 e 98, una volta al Birra Moretti nel 2004, una volta a San Siro nel 2003 (semifinale di Champions). Tutte sconfitte dell'Inter. Pensavo di portare sfiga, e lo pensavo fino alla fine del primo tempo della Supercoppa 2007 contro la Roma. Poi è finita diversamente, ed il viaggio con Davide - già splendido, è diventato indimenticabile. La stagione era iniziata già bene, Scudetto vinto a Tavolino e Ibrahimovic che inizia a giocarmi con il numero 8. Ibrahimovic, il primo che dai tempi di Ronaldo è riuscito a farmi appassionare a un singolo giocatore, il primo che dai tempi di Ronaldo è riuscito a farmi togliere la maglietta ad un gol, quello nel Derby. Ibrahimovic, il primo che è tornato a farmi sentire un cazzo di ragazzino di 14 anni che se ne va appresso a un calciatore.

La stagione è scivolata via rapidamente. Si poteva festeggiare il 18 aprile, si è festeggiato il 22 aprile. Abbiamo vinto lo Scudetto, non sembra vero. Ero a Trani, a pranzo. Ricorderò il messaggio di Davide che mi dice che l'Inter vince e la Roma perde, io che lascio il pranzo e vado ad ascoltare la Radio, io che quasi mi faccio venire gli occhi lucidi al fischio finale e sorrido al Messaggio di Davide. "Campioni d'Italia". Anche se lui non è interista. Mi chiama Ilvo, mi urla "Campioni d'Italia, ti voglio bene", e a quel punto di viene il magone. Il tifo per l'Inter che unisce due che nella vita si sono visti una volta. Mi arrivano 1000 messaggi, 2000 squilli, una marea di gente ha detto di avermi pensato. Aspettavo quel momento da troppo.

Abbiamo vinto lo Scudetto, non mi sembra vero. Ho visto i festeggiamenti in piazza Duomo fino all'1 di Notte, ricordando quando in quella Piazza sei mesi fa c'ero io. Abbiamo vinto lo Scudetto, di nuovo, sono passati 18 anni. Finalmente.

CAMPIONI D'ITALIA. Ce lo meritiamo tutti.

17 aprile 2007

Post Post Pashqone

Sarò breve: Posso permettermi di dedicare a questo post non più di 8 minuti, visto che i precedenti 22 li ho utilizzati cercando di decidere in che modo scrivere la parola Pashqone.
Partirei con l'analisi logica: Post è il soggetto, Post è un complemento di tempo, Pashqone è l'oggetto del Post (il primo Post, non il secondo, perchè il secondo è un complemento di tempo e viene dopo, infatti ho scritto Post, proprio per dire che questo è un Post che parla di qualcosa successo Post il Pashqone). Appost.

L'inizio non è niente male, quando voglio so essere chiaro e deciso. Come la Sambuca Molinari, che è chiara e decisa (lo diceva la TV, quindi è vero), infatti non l'ho mai assaggiata proprio perchè lei mi ha intimato di non farlo per nessun motivo.
L'oggetto del post, dicevo, prima di spostarmi verso i binari dell'indecenza, è il Pashqone, giorno che convenzionalmente si pone a cavallo tra la Pasqua (che per combinazione cade sempre di Domenica) e il Martedì (che per combinazione cade sempre di Martedì). Parliamo quindi di un Lunedì, perchè la Pasquetta per definizione è di Lunedì. Pasquetta in Coratino, e forse non solo, si dice Pashqone.

E' un evento particolare, evento in cui le persone - sempre per convenzione - comprano due fettine di carne, una scatola di Spaghetti da dividere in 500 e da bagnare con 500 (stavolta per ciascuno) bottiglie di birra e vino con i risultati ovvi che ognuno può immaginare. Molti decidono di organizzarla sulla Murgia, senza una destinazione precisa, ma poi va a finire che "venite con me, che conosco un posto bello" e TUTTI finiscono a sedersi sull'erba nel raggio di tre metri. Nessuno si sposta, perchè è una questione di principio, mentre tutt'attorno ci sono quintali di Murgia che rimangono vuoti. Ma è bello così. Tipo come quando 1000 bambini di età compresa tra 8 e 8 anni iniziano a giocare a pallone, ti arriva il Supersantos nella Pasta al forno e l'eco dei nomi dei santi che hai tirato giù arriva fino tipo a Quasano.

Metterò su Flickr le foto della mia Pasquetta, trascorsa romanticamente con Marica, quando ne avrò voglia. La giornata era già iniziata benissimo con una scena degna di nota: Arrivo in Campagna, io e Marica scendiamo dalla macchina e troviamo la MIA Pineta occupata da ALTRE persone mai viste che stavano mettendo tavoli nella MIA campagna. Immediato scambio di battute: "Lei chi è" - "Io sarei il proprietario, guardi" - "E io come faccio saperlo, non ha una carta che me lo dimostra?" - "Ma secondo lei io vado in giro con i tabulati del catasto? Se le dico che è mia è mia" - "Ora chiamiamo le guardie e vediamo" - "Allora, mi scusi, se qui c'è uno che deve chiamare le guardie questo sono io, visto che la campagna è MIA". Detto questo, il simpaticissimo signore decise di rimettere a posto i suoi 42 tavoli di plastica, richiamare all'ordine i suoi 100 nipoti che stavano distruggendo la campagna, coprire le teglie di pasta al forno e ripartìre alla ricerca di un nuovo posto (presumibilmente sarà andato a finire nei tre metri sopra citati) lasciandomi libero di godere la mia Pasquetta.

Arrivano le 4: Colpo di Genio. Andiamo a Visitare Castel del Monte. Non ci andavo dalla 4°elementare, sarebbe bello tornarci. Mi sembrava un'idea carina. Peccato che questa idea carina, in contemporanea, l'avevano avuta altre SETTECENTOMILA persone. Castel del Monte sembrava piazza del Popolo, UN ORA e TRENTACINQUE per parcheggiare, sembrava il concerto del Primo Maggio. Ma senza concerto. Con costanza e con pazienza (e il primo che fa battute del tipo "Ma sei andato con due amiche?" lo uccido personalmente) siamo riusciti a trovare posto, a fare la nostra visita e a tornare a casa. Stremati, però. Così stremati che non ho neppure fatto in tempo a salutare i miei cugini che ripartivano per Forlì e mi sono immediatamente piazzato nel letto dove ho dormito fino al Giovedì Santo dell'anno dopo. Come la classica nonna di 80 anni, con la differenza che io non ho nipoti.

Tralascio il fatto che abbia mangiato come un maiale, visto che i 19 punti segnati sabato (miglior prestazione stagionale, a leggere Basketpuglia) hanno messo in secondo piano tutto ciò. Ma ero in una delle classiche giornate in cui anche se tiri a occhi chiusi da un canestro all'altro la metti, per cui Sabato cercherò conferme nel temibile Derby contro il Sempre Avanti (cui vi chiedo di non mancare).

Parentesi interessante, sto scrivendo questo post per due motivi: il primo è che dopo la morte della scheda madre del mio Desktop avevo spostato tutti i miei averi sul Notebook, peccato che ieri è morto anche l'alimentatore del Notebook. Ho fatto appena in tempo a passare le cose più importanti (Università e Serie TV) su questo splendido Pentium 1000 che mi permetterà di sopravvivere nei prossimi 10 giorni.
A meno che anche questo portatile non esploda proprio ora, a quel punto inizierei a pensare seriamente che gli oggetti tecnologici della mia camera siano posseduti. E a sei giorni da un esonero non è esattamente il massimo.

8 minuti sono passati, forse anche di più.
E' ora di chiudere

ps) Non continuate a cercare il secondo motivo, non ho nessuna intenzione di scriverlo. C'è qualcosa che deve accadere, e se DOVESSE, due post nello stesso giorno sarebbero troppi.

30 marzo 2007

Compagno Termometro

La prima febbre del 2007, un evento che difficilmente si scorda. Il 2006 in questo senso era iniziato molto peggio, febbre a Gennaio, febbre a Febbraio, febbre a Marzo, con conseguente cura di anticorpi che mi ha permesso di passare l'inverno in uno stato simil-normale quasi dimenticandomi della mia ricca sinusite cronica che da anni mi assilla.

Se la causa del virus sia la fine dell'effetto degli anticorpi annata 2006 o lo sbalzo di temperatura da Savana ad Alaska che ha caratterizzato la Corato di questi giorni non è dato saperlo, fatto sta che sono qui bloccato in casa da tre giorni senza prendere un filo d'aria e vedere un'anima viva (se escludiamo la crocerossina Marica che viene a trovarmi a intervalli regolari e tralaltro mi sa che pure che le ho attaccato la tosse). Mia sorella è in gita, in questo momento sarà tipo a Strasburgo, dopo essere passata da Vienna e Praga. Lei è lì, e io a Corato. Lei si contorce tra Sacher e Palle di Mozart mentre io alterno Zerinol e Spruzzi di Rinazina. Sono motivi di allegria. Tanta allegria. Speriamo solo che la Sacher che chiaramente mi merito non soffra troppo il lungo viaggio.

Troviamo dei motivi per essere contento: Sono finite le lezioni, ora si torna a Bari il 17 aprile. Qui potrei quantomeno sorridere, in vista di una Pasqua tranquilla e una Pasquetta a casa, ma il sorriso immediatamente si trasforma in ghigno che poi muta in riso isterico quando torno a ricordarmi dei miei 800 impegni quotidiani di questo periodo. La prossima volta, se dovessi decidere di preparare 4 esami in contemporanea come sto facendo ora, prendetemi a calci fortissimi sulla testa e poi sparatemi con un fucile a canne mozze. Da vicino. Non è un motivo per essere contento, dunque.

Troviamo altri motivi per essere contento: Domani c'è la Partita, facile - in teoria - con l'Acquaviva. Come lo era facile sabato scorso col Monopoli. Poi sappiamo come è finita. Noi molli, svogliati, rincoglioniti e da raccogliere col cucchiaino, arbitro chiaramente figlio di puttana e sconfitta di 20 con due espulsioni. Per chi non lo sapesse, 3 giornate a Giovanni, 2 a coach Roberto, 1 allo scorer Mario e 175 euro di Multa. Ci mancava solo l'abbonamento a Juve Channel e poi c'erano seri motivi per il suicidio. Domani dovremmo essere 7, compreso me, che non mi alleno da Lunedì vista l'interessante febbre che mi tiene qui a casa. Ok, nemmeno questo è un motivo di allegria.

Ecco, ho trovato un motivo per essere contento: Non ho preso la peste bubbonica
Almeno, non ancora.

24 marzo 2007

Dall'altra parte del Blog.

La gente legge questo Blog. E' incredibile pensare che mantengo una media di quasi 10 visite al giorno (9 delle quali però mie) senza che aggiorni questo blog molto bello da oltre 20 giorni. Figuriamoci se lo aggiornei più spesso, cosa succederebbe. Sarebbe bello che prima imparassi la Consecutio Temporum, però.

Utilizzo troppi congiuntivi, in questo Blog. Saranno reminescenze di Liceo, sarà che mi piace fare il figo sfoderando ogni tre righi uno scintillante Piuccheperfetto congiuntivo, ma forse è il caso che inizi a scrivere più semplice. La gente il congiuntivo non lo usa, Mai. Preferiscono metterci in fila dodici indicativi piuttosto che un congiuntivo. Ultimamente va di moda quello che io chiamo "Congiuntivo Scosso", un concetto molto simile al Cavallo Scosso del Palio di Siena: il Verbo parte e il congiuntivo va totalmente per cazzi suoi, da solo, assumendo coniugazioni random

Oggi mi sento pieno di autostima: Dopo essermi eretto (erto? erettò? ergo?) ad esperto di linguistica mi ergo (erto? ereggo?) anche ad esperto di Musica. Ho indovinato il vincitore di Sanremo. Se fossimo nel 1952 ed io avessi indovinato la magnifica "Vola Colomba" di Nilla Pizzi, questo avrebbe anche senso, ma oggi non so fino a che punto il concetto di Sanremo e quello di "esperto di Musica" vadano a braccetto, visti gli schifi che hanno vinto gli ultimi anni: a partire dai Jalisse passando da Povia fino ad arrivare alla nota Annalisa Minetti.

La Canzone di Cristicchi però era bella. Forse anche di più. Cristicchi è bravo, io lo dico da tempo. Forse anche di più. Ora è facile, l'uomo cespuglioso passa da un salotto all'altro leccato sapientamente dal Maurizio Costanzo di turno, ma io - si sappia - Cristicchi lo ascoltavo già da tempo. So che probabilmente nessuno di voi lo sa, ma mi accorsi subito che il "Vorrei Cantare come Biagio Antonacci" a cui rimarrà probabilmente per sempre legato era solo un pezzo di facciata, che dietro si nascondeva un altro spirito. Spinto da questa sensazione ho preso il CD e l'ho ascoltato. Era come mi aspettavo, con molti pezzi davvero belli. Persino Marica, la prima volta che provai ad inserire il CD nel lettore della Focus, era più che dubbiosa, salvo ricredersi al primo ascolto. Quel CD ci ha accompagnato per un sacco di serate, entrambi abbiamo iniziando ad apprezzare ad uno ad uno tutti quei brani, e lo stesso sta accadendo conl nuovo CD appena uscito: "Dall'Altra Parte del Cancello".

Non mi va di fare una recensione precisa, ci sono tantissimi siti dove potete trovarla, ma vi assicuro che è un discreto CD, dove Simone riesce a toccare temi molto molto profondi (l'Italia in cui viviamo, immigrazione, lavoro fino ad arrivare a "Legato a te", dedicata alla storia di Welby - che vi consiglio di ascoltare, se dovesse capitarvi).

Ed è per questo che non mi sorprendo che Cristicchi abbia vinto. Come dicevo ieri in treno, mi sento solo un fesso di non aver giocato la sua vittoria alla SNAI quando era quotata a 9.00 , dopo la prima serata. Peccato. Mi dispiace altrettanto di non essere andato - tre sere fa - alla Feltrinelli di Bari dove stava presentando il suo nuovo CD e il suo nuovo Libro. Ci sarei andato volentieri, ma venivo da 6 ore di lezione e l'idea di tornare a casa tipo alle 22 dopo aver preso il treno delle 7 della mattina non è esattamente gradevole.

Concludo con una parentesi sulla stagione di Basket, che secondo me sta lentamente andando a puttane. Non mi sono ancora ripreso dall'infortunio e non penso di riuscirci. Ho ripreso a giocare troppo presto e la caviglia, dopo oltre un mese, non si è più sgonfiata. Sto mantenendo 10-12 punti a partita, riesco quasi a saltare (e sottolineo quasi) ma quella elasticità (anche se mi rendo conto che parlando di me è una parola grossa) che sentivo di avere nella gambe prima della distorsione ora non la sento più. Tra 1 ora e qualcosa partenza per Monopoli, vedremo se le sensazioni sono corrette.

Nei prossimi giorni daremo una svolta a questo Blog. I milioni di lettori chiedono aggiornamenti più aggiornatamente aggiornati, e io non posso deluderli.
Ma anche no.

1 marzo 2007

Logicamente, programmiamo

Avevo promesso ai milioni di affezionati lettori di questo blog almeno un aggiornamento mensile. E così sia, mi tolgo il pensiero il primo del mese così per trenta giorni siamo a posto. Se proprio dovesse andarmi tipo tra qualche giorno scriverò qualcos'altro.
Domani riprendono le lezioni, il Semestre è in realtà ripreso da 4 giorni ma io manco me ne sono accorto, ero qui a casa a farmi delle ricche imbarcate di sonno in vista degli altrettanto ricchi treni e ricche sveglie alle 6.20 che mi attendono da qui a Maggio. Sono motivi di allegria. Che ve lo dico a fare.

Ormai organizzo le mie giornate a incastro: Basket, Minibasket, Fidanzata, Fantacalcio, Minifantacalcio, Allenamenti, Partite e quando ho tempo mi vedo pure un paio di puntate di Lost. Devo recuperare il tempo perduto, visto che in Italia è appena iniziata la seconda serie. Ovviamente ho coinvolto nella visione anche Davide, che come me è appassionato di tutte ste robe da folli piene di numeri, di interpretazioni e di una marea di seghe mentali. Ah, sottolineamo: sono questi i momenti in cui mi piacerebbe tanto essere anfibio (non la scarpa, imbecilli). Sono periodi in cui non ho manco tempo per respirare.

Quando mi avanzano 4 secondi provo persino a studiare: ad Aprile dovrei dare sto benedetto Basi di Dati II, che ha appena staccato in scioltezza il 10° mese di vita. Abbiamo superato i tempi del parto, sarebbe ora di togliercelo dalle scatole. Poi mi manca un ultimo esame appeso del primo anno: Rappresentazione della Conoscenza.
Ho sempre evitato come la peste, sto esame. E' una cosa appelle, come va tanto di moda dire nelle nominescion del Grande Fratello, ma in realtà non è poi così male. E' solo che quando apri una slide a caso e leggi "La programmazione Logica è difficile da imparare" (giuro, inizia davvero così) non è che la voglia di metterti a studiare il Prolog ti venga esattamente addosso.

Però dovevo, e siccome sono una persona seria l'ho fatto. Ho chiesto il progetto da svolgere: "Allineamento di Sequenze di Oggetti Relazionali nel campo della Bioinformatica". Sticazzi. Le slide avevano ragione. E mò? Passo? Giro la Ruota? Chiedo un altro progetto? Perchè dovrei allineare queste sequenze? Cosa stracazzo è un oggetto relazionale? Questi e altri interrogativi mi hanno appassionato per mesi, quando, senza altre alternative, ho iniziato a ragionare su come risolverlo.

Siccome sono un genio ma mi piace che nessuno se ne sia accorto e infatti tutti mi considerano un cretino (cfr. post precedente) ho risolto in CINQUE e dico CINQUE ORE l'intera traccia del progetto. E io che mi stavo già ad allineare le fasi lunari per capire quanti equinozi ci avrei messo per svolgere sta benedetta traccia. Avevo previsto tipo due-tre settimane, ma fanculo. E ora avanti spediti, vediamo di riuscire a toglierci sto mattone prima che la Juve risalga in A.

Per i milioni di appassionati di Prolog sparsi nel mondo (ma io direi anche miliardi), ecco un frammento di codice - che io personalmente ritengo più che chiaro.

align(Seq1 , Seq2 | SeqN) :- align1(Seq1,Seq2, Seq), align(Seq|SeqN)

Bello, vero? Devo solo capire come ho fatto ad arrivarci.
ps) Profezia: Cristicchi vince Sanremo. Ma siccome Sanremo è una merda e deve per forza vincere una canzone mielosa, arriverà nei primi tre.

9 febbraio 2007

Ma che bella caviglia

Sono un po' in ritardo con gli aggiornamenti di questo blog: Minuto più minuto meno, circa 3 mesi.

Vi chiederete: Perchè? Molto spesso tutti noi vorremmo fare un sacco di cose, poi nella pratica si riesce a concretizzare molto poco. Io ad esempio ho un desiderio represso di gravidanza, ed è proprio per questo che ho deciso di mettere su una discreta panza, nella speranzamai repressa che qualcuno mi chiedesse "Ma a che mese sei ?". Allo stesso modo avrei voluto aggiornare prima questo blog, ma gli eventi di questo 2007 l'hanno sistematicamente posto in fondo alla graduatoria delle cose da fare.

Avrei voluto aggiornarlo tipo il 3 gennaio, subito dopo il Capodanno e il Concerto di Venditti, ma trovo sia molto più originale fare gli auguri di Buon 2007 a tutti gli amorevoli lettori ben quarantuno giorni dopo l'inizio del nuovo anno. Avrei voluto aggiornarlo più avanti, per raccontare a tutti che sono diventato Istruttore di Minibasket e ho iniziato a seguire un gruppo di bambini tra i 5 e i 7 anni, ma il mio ottimo papino è stato ricoverato per 10 giorni (ora è tutto a posto, tranquilli) ed io sono stato costretto ad imparare a memoria la strada per Acquaviva esattamente nei giorni in cui, in parallelo, imparavo a memoria i concetti di Linguaggi per l'Interazione.

Siccome sono essenzialmente un genio (ed è altrettanto geniale il fatto che stia facendo in modo che nessuno si accorga che sono un genio e infatti mi considerano tutti un cretino) sono riuscito anche a preparare l'esame il 1°febbraio ed ad attendere speranzoso i risultati. Ho verbalizzato il 7 febbraio un ricco trentellode, il secondo di fila, questo magari un filino più meritato rispetto a quello precedente. Avrei voluto aggiornare il blog parlando proprio di questo, ma il 7 febbraio, alle 22.50 circa, la mia caviglia ha deciso con estrema simpatia di girarsi a 360° tenendomi bloccato e fasciato e incazzato sul letto da due giorni.

A quest'ora sarei dovuto essere al Palazzetto a giocare l'accesissima sfida interna col Bitritto, ma l'arancia che mi ritrovo al posto della caviglia mi obbliga a restare a casa, e a restarci tralaltro seduto. E' un peccato (e qui torno alla sindrome di Adriano) , perchè dopo circa 29 mesi di allenamento ero riuscito a trovare una forma decente: dopo le avvisaglie iniziali, sto viaggiando su oltre 11 punti a partita, una buona crescita rispetto ai 9 dell'ultimo anno in Promozione, dopo aver toccato i 19 punti nella bella vittoria col Terlizzi di 10 giorni fa. Sperando che quest'infortunio non mi ridia la mobilità da ippopotamo che ha contraddistinto le prime partite di questa stagione, attendo con fiducia di potermi riprendere ad allenare.

Benone: Sono riuscito a riassumere in poche righe 40 giorni di 2007. Sono stato proprio bravo, proprio come quegli imbecilli che a Catania che 7 giorni fa, verso quest'ora, hanno deciso allegramente di uccidere un agente facendo fermare il campionato. Voi pensate di essere al sicuro, lì, lontani su di un Isola, ma sappiate che se fate bloccare l'unico cazzo di campionato che l'Inter stava per riuscire a vincere potrei incazzarmi seriamente.

E in quel caso pregherete l'Etna di eruttare, in modo che ad uccidervi sia lui, prima di me.

26 dicembre 2006

Che Natale sarebbe..

E' Natale: In realtà sarebbe Santo Stefano, guardando di preciso il Calendario, ma per un attimo facciamo finta di vivere tutti verso le Seichelles o tipo a Capo Verde dove ci sono 3 ore in meno di fuso orario e dove quindi è ancora il 25 dicembre.

E' Natale, dicevo. Ma sarebbe lo stesso Natale senza quei piccoli particolari che lo rendono così unico e speciale? Sarebbe lo stesso Natale senza la pazza corsa per l'acquisto delle presine per la suocera preferita? Sarebbe lo stesso Natale senza l'intasamento delle strade il 24 dicembre alle 20.20 per comprare i regali dell'ultimo minuto agli amici che odiamo ma che hanno deciso senza motivo di farci un regalo e noi per forza vogliamo ricambiare? Sarebbe lo stesso Natale senza le arachidi? Sarebbe lo stesso Natale senza il Pandoro e il Panettone ? E senza il Tartufone da 800 mila calorie? E senza i datteri? Tra parentesi, i datteri fanno schifo porca miseria, perchè mangiarli?

Non sarebbe Natale senza Presepe, senza Pastori, senza Re Magi, senza Messa di Mezzanotte, senza Albero, senza illuminazioni, senza veglie,senza Gesubbambino e senza regali reciproci. A dirla tutta, non sarebbe Natale anche senza "Una Poltrona Per Due".

Non conosco personalmente gli individui che per lavoro compongono il Palinsesto di Italia 1, ma per puro sadismo da più di 12 anni a questa parte - sistematicamente - incastrano nel palinsesto prenatalizio questo film, datato 1983, con Eddi Marfi e Den Ecroid. E' per colpa loro che le divertentissime vicende di Louis Winthorpe (quello bianco) e Eddy Ballantine (quello nero) sono ormai entrate nell'immaginario collettivo del Natale. La storia è semplice: Un bianco ricco viene fatto diventare povero da due multimilionari americani che per scommessa fanno diventare ricco il nero povero che poi capisce l'inganno e si allea con il bianco prima ricco ma ora povero con l'obiettivo - che ovviamente si verifica, visto che è una favola di Natale quindi c'è necessariamente il lieto fine - di far diventare poveri i due milionari che prima erano ricchi e dopo diventano poveri con il nero prima povero e poi ricco che alla fine rimane ricco e il bianco prima ricco e poi povero che di nuovo torna ricco. Tutto questo con una prostituta che di nome fa Ophelia che fa da sfondo alla vicenda.

Un film bellissimo. Un solo appunto: Cosa cazzo c'entra col Natale? Io a Natale voglio sentir parlare di Renne ubriache che sbagliano la distribuzione dei doni, di Babbo Natale che fa Snowboard nelle lande della Lapponia, della Befana che sistema gli avanzi d'inventario e distribuisce i Ferrero Rochet avariati a tutti i bimbi cattivi, di Calze della Befana riempite di Polonio per tutti i bambini cattivi, di ghiacciai millenari dove ora aprono dei bellissimi McDonald, di Elfi sottopagati che confezionano treni a vapore alle pendici di un tronco cavo di una campagna sperduta nel cuore della zona più sconosciuta di tutta la Finlandia verso la fine della Scandinavia nei pressi di Helsinki accanto a Malmoe, subito dopo l'Ikea, nei sobborghi degli sperduti paesini dell'entroterra danese. Di qualsiasi cosa abbia a che fare col Natale, insomma.

Qui si parla di Speculazioni in Borsa, di prostitute, di raccolti di Arance, di festini di Capodanno e di improbabili bancarotte di multimiliardari che poi hanno il classico attacco di cuore e vengono trasportati via in barella. Niente che abbia a che vedere col Natale. NIENTE. Ma io questo film lo Amo. Ma lo amo veramente. Altrimenti non mi spiegherei perchè mai - ogni Natale - sistematicamente - io rimango come un imbecille davanti al Televisore a vedere scendere il prezzo delle Arance nella scena clou del film o a commuovermi davanti agli splendidi discorsi di Eddi Marfi - Ballantine

Lo Amo così come amo il Presepe, l'Albero, gli imbecilli cappellini Natalizi, lo splendido testo di Gingol Bel, le illuminazioni in giro per il Corso, le enormi mangiate del 23- 24-25-26-27-28-29-30-31-1-2 e i propositi di dieta che partono dal 3 gennaio e si fermano al 22 dicembre dello stesso anno. E' bello Natale, E' bello soprattutto perchè ancora oggi, dopo 2000 anni, è ancora fermo, solido, immutabile e bellissimo il vero valore del Natale: Confrontare dopo la mezzanotte i regali ricevuti e capire chi ha speso di più.

Non mi è andata male quest'anno. Da Davide e Antonio, i miei amici belli, ho ricevuto (o dovrei, visto che fisicamente non è qui) una tastiera Wireless con Mouse altrettanto Wireless. Marica si è adoperata per comprarmi un piumino, i miei cugini mi hanno regalato un bel cappello di Lana e una ottima Webcam, cioccolate a go-go da parte dei miei zii e un bel set 2+1 di casse più Woofer della Logitech come ricco auto-regalo del 2006. Grazie a tutti, anche per i tantissimi messaggi di auguri che probabilmente se non ci fosse stata la Christmas Card non avrei mai ricevuto da nessuno di voi. Grazie perchè tutto questo mi ha fatto dimenticare due cose: che per la prima volta dopo 13 anni non ho fatto la Nottata (per via della Nonna di Marica) e che per la prima volta dopo oltre 20 anni la Pesca Natalizia from ZiaMaria non si è fatta (anche se i dettagli di questo avvenimento li conoscono solo i miei familiari che da quando son nato condividono con me la tavola del Natale)

Che bello il Natale, da domani potrò vantarmi con tutti di queste cose che ho ricevuto e mostrare aria di superiorità per tutti quegli oggetti che loro non hanno. Compresa la Panza Natalizia, degna conseguenza delle abbuffate di tutti questi giorni. Non mi piace che ogni anno sia lì, ma devo sorbirmela e alla fine inizierà a piacermi, la apprezzerò, la sentirò parte integrante delle festività, tanto da non poterci più rinunciare tra dieci anni.

Esattamente "come una Poltrona per due", ma con la differenza che, se mi impegno, l'anno prossimo la panza potrebbe non esserci.
Eddi Marfi no. Ci sarà.

23 novembre 2006

Mattinate assai utili

Davide e Antonio, si sa, sono due studenti modello. Quando a volte decidono di spezzare lo stress delle mattinate da studenti modello si incontrano e fanno i cretini. Quando questo non basta più decidono di venire a casa mia. Carichi di 2000-3000 calorie distribuite in Grisbì e Wafer vari che poi - stranamente - si spartiscono equamente nei nostri stomaci. E a quel punto siamo tutti felici, attrippati ma felici.

E' un copione predefinito, che si ripete ciclicamente da anni e anni, che ha visto le proprie origini nel biennio 2001-2003 quando Davide utilizzava casa mia come rifugio atomico per nascondersi durante le mattinate in cui non aveva voglia di andare a scuola e che nel 2002, durante i Mondiali, ci ha portato a riconoscere i benefici fisici che può procurare una intera torta "Foresta Nera" divisa in due nel bel mezzo di Danimarca-Uruguay.

Questa mattina non c'era la Foresta Nera ma c'erano i Grisbì e i Gardena. E c'era anche qualche ruttino. Dopo aver guardato Antonio bestemmiare in canadese contro la casa editrice canadese che ha pubblicato le sue partiture sostituendo ai vari Mi-Bemolle e Si-Beduro dei simboli canadesi totalmente inventati e distribuiti sulle pubblicazioni secondo il classico stile canadese universalmente conosciuto nel mondo come "a cazzo di cane", ci siamo ritirati in camera mia.

La mattinata è velocemente passata alternando momenti in cui facevamo gli imbecilli con momenti in cui facevamo gli imbecilli, e, mentre facevamo guardacaso gli imbecilli è avvenuta l'illuminazione di aprire l'Album dei Calciatori 1988-89 (un album un po' amarcord, con la Juve ancora in serie A). Dopo aver appurato il degrado dei costumi del calcio (non ci sono più i cognomi di una volta - tipo Primo Berlinghieri attaccante del Pescara - non ci sono più i baffi di una volta - Emilio Oddi dell'Udinese) ci siamo imbattuti nell'immancabile momento-lacrima.

Al centro dell'Album, raggiante, emergeva l'inserto della Panini dove ogni buon bambino poteva aggiornare la classifica e le partite utilizzando l'innovativa tecnologia degli STICK & STACK. E' terribile, ma io personalmente li avevo totalmente rimossi. E' la cosa più grave che avevo rimosso qualcosa che circa 18 anni fa avevo amato in maniera unica e passionale. Avevo casa piena di Album con sti cazzo di adesivi di Duck Tales con cui mi divertivo a comporre Paperino e compagnia nelle configurazioni più ardite staccando e riattaccando sugli albi i vari pupi, per non parlare del dramma umano che emergeva nel momento in cui - dopo 600 sticchi e stacchi - la figurina non aveva più nessuna intenzione di incollarsi.
E' incredibile, ma ho veramente avuto malinconia di quei momenti. Ci accontentavamo di poco, noi bambini del tempo. Chi cazzo si appassionerebbe oggi delle Crystal Ball ? Noi si, eccome.

Se non ricordate gli Stick&Stack e le Crystal Ball meritate di morire in questo stesso momento.

29 ottobre 2006

Potere alle Mosche

Non ho molto tempo libero a disposizione, diciamocelo.
Diciamelo perchè questo blog meriterebbe aggiornamenti più aggiornati e questo piccolo problema sta rallentando l'ascesa di questo spazio verso le vette più alte dei blog più belli tra i più bei blog belli del Uebb.

Treno, Università, Lezione, Riunioni, Allenamenti, Basket, Marica (perchè dimentichiamolo, sono felicemente non-single), Partite, Inter, Università, Basket, Treno e ancora Basket riempiono le mie giornate più di quanto sia ragionevole. Visto che, per ora, nei mesi che mi separano dal diventare Dio non ho ancora il potere di allungare le giornate a 37-38 ore ho iniziato a valutare la possibilità di clonarmi. Possibilità subito scartata per le difficoltà logistiche di infilare nel mio letto - già notevolmente piccolo per un coso di due metri e rotti come il sottoscritto - un altro ometto con cui convivere in pieno spirito ghei praid.

Per questo motivo sto cercando principalmente, quando posso, di dormire. L'invenzione dell'ora solare a questo proposito è una manna. Chissenefrega se diventa buio prima, tanto ugualmente il Pranzo è Servito lo trasmettono ugualmente alle 13. Chissenefrega se le giornate sono più corte, l'importante è alzarsi alle 12.30 e rigirarsi dall'altro lato "tanto sono ancora le 11.30".

Stamattina - ore 8.10 (ma che dico, 7.10 , maledetta ora solare) - una mosca arriva a rovinare questo quadretto: La solita manfrina, ronzio, si poggià sul naso, vola, si avvicina, ronza sul viso, se ne va, viene e continua a rompere i coglioni fin quando ti svegli. Incazzatissimo. E la giornata inizia male. Ma cosa ci fanno ancora le mosche in giro a Novembre?

Nessuno ne ha idea, a me sta cosa ricorda tanto la piaga delle cavallette descritta nella Bibbia. Non so com'è la situazione nel circondario, ma Corato ne è afflitta. Qui a casa mia ne uccidiamo tra le 20 e le 30 al giorno. Ufficialmente la cosa è stata motivata dal Comune come conseguenza diretta dell'alta temperatura di questi giorni. Frega un cazzo a me dei motivi, fate una maledetta disinfestazione! Qui stiamo raggiungendo livelli invivibili, cito a caso un dialogo con mia madre, dopo che avevo appena aperto la finestra per cambiare un attimo l'aria.

"Chiudi subito la finestra, ne entrano un sacco"
"Entrassero, se ne pentiranno"

Tendenzialmente potrei anche essere d'accordo con lei. Di mosche ne entrano effettivamente 700, ma trattarle con rispetto manco fossero gli zombie di Resident Evil mi pare un po' troppo. Arrivare poi a far influenzare le nostre abitudini per le mosche non esiste proprio. Fino a ieri sono sempre stato rispettoso verso le mosche, quando ne vedevo una, generalmente, aprivo il balcone e la mandavo fuori, ma quella di stamattina, quella sveglia non prevista alle 7.10, per me è stata una dichiarazione di guerra. Ora è diventata una questione di principio: Devo ucciderle tutte.

Mano ai picchietti, usciremo vincitori !

16 ottobre 2006

La Sindrome di Adriano

I numeri parlano più di mille parole, e in questo caso non c'è niente di più vero.

Stagione 2006/2007, prime due giornate
7 ottobre, Corato-Altamura: 8 punti
15 ottobre, Bitritto-Corato: 5 punti

Stagione 2005/2006: 17 punti di media

Sarà il salto di categoria, sarà che la Promozione è tutt'altra roba rispetto alla Prima Divisione, sarà il fatto che il mio fisico ha bisogno di più tempo del normale per entrare in forma, sarà che non avevamo mai iniziato così presto un campionato, sarà che gioco da più di due settimane con un fastidioso problema alla caviglia, ma il dato di fatto è uno solo: Sto giocando di merda.

Badate bene: Magari queste prestazioni potrebbero anche essere ritenute da altri "normali" o comunque solo leggermente sottotono, ma per me non è sufficiente perchè ho un grosso difetto: Sono perfezionista. Non faccio tantissime cose, ma quelle che faccio mi piace farle bene, ed il basket è tra queste. Ed è indubbio che in questo momento non mi riesca di giocare bene.

Inizio seriamente a pensare di essere afflitto anch'io dalla ormai celebre Sindrome di Adriano, famosa malattia che ti porta a non far riuscire più nulla di tutto quello in cui fino a qualche mese prima riuscivi perfettamente. Ti alleni discretamente, ti senti in forma, ma scendi in campo e perdi ogni sicurezza, quella necessaria a far riuscire anche le cose più semplici, tipo un piede-perno e semigancio (un po' il mio cavallo di Battaglia :P)

Magari poi ci si mettono un paio di tiri che escono dal canestro, un tiro libero che ti balla sul ferro e scende, un arbitro che ti fischia passi inesistenti su 2-3 movimenti fatti bene ed ecco servito su un piatto d'argento un dramma psicologico che più bello non si può. Da oggi inizio a capire, seriamente, come si sente Adriano. Penso che anche lui, come me, abbia più volte pensato "Ma possibile che in 4 mesi mi sono dimenticato come si gioca a Basket?"

In questo momento i 21 punti a partita delle Final Four di Giugno sembrano lontani anni luce, e io sto iniziando a chiedermi se si tratta solo di un periodo strano oppure c'è qualche problema più particolare. Magari è solo un fuoco di paglia, dopotutto negli altri anni ho sempre iniziato a giocare a fine Novembre e sono sempre entrato in forma attorno a Febbraio, per cui non c'è da sorprendersi che per un fisico come il mio ad Ottobre la situazione sia questa.

O magari devo solo smetterla di mangiare quei cazzo di profiterol.

(Vi aggiornerò sull'evoluzione della sindrome di Adriano. Voi nel frattempo datemi consigli su cosa fare. Ipnosi? Psicoanalisi? Pranoterapia? Osteopatia? Vanna Marchi? Giorno e Notte? Kinder Pinguì? Sono disponibile a qualsiasi terapia)

9 ottobre 2006

E so' ventiquattro

Passata ormai la sbornia post-compleanno penso sia il caso di raccontare con un attimo più di calma gli splendidi avvenimenti di ieri. I bene informati dicono che sia stato il mio compleanno numero 24. E io mi fido di loro.

Destino ha voluto che il mio compleanno capitasse di Domenica, e quando il compleanno capita di Domenica non puoi non passare la mezzanotte insieme alla tua ragazza per farti fare gli auguri in tempo reale. Il secondo gradino del podio se l'è aggiudicato Massimo con un messaggio arrivato alle 00.03. Terzo posto per Roberto, mio allenatore, che unendo l'utile al dilettevole mi ha fatto gli auguri sottolineando quando avessimo fatto cagare qualche ora prima nell sconfitta in casa con l'Altamura.

Tornato ha casa mi si sono aperte circa 110-120 popup di Messenger con gente sconosciuta che voleva augurarmi di tutto e su Laureateci è apparso l'immancabile thread di auguri targato Stu, così dolce nel farmi gli auguri da farmi riconsiderare anche le mie inclinazioni sessuali. Tralasciando i dettagli della scabrosa notte (mio padre aveva tipo 70 di febbre) dopo circa 4 ore di sonno sono stato svegliato dal pensiero carino di Marica che ha pensato bene di mandarmi la colazione a casa. A un cornetto e un cappuccino, anche se hai 4 ore di sonno, non si dice di no.

Nella casella di posta ho trovato la storica cartolinadi auguri di mio Cugino di Forlì e dalle 11 circa sono partiti i preparativi per il solenne pranzo di compleanno. Tavolata a cinque, con Marica attesa new-entry seduta accanto a me. Niente da dire sul mangiare, qualcosa in più sulle dimensioni della panza che proseguendo per questa strada diventeranno incontrollabili. Il lunghissimo pranzo si è concluso con la doppia torta: all'ormai classico e famoso profiterol celebrativo si è aggiunta l'altrettanto celebrativa e leggera torta al cioccolato e panna di Marica (particolarmente apprezzata da Davide).

Marica ha trascorso una parte del pomeriggio giochicchiando a The Sims mentre io rispondevo affannosamente agli altri 220 popup che apparivano di volta in volta su MSN. Alle 17 è arrivato Davide, tradizionale apparizione dell' 8 ottobre che a metà pomeriggio come consuetudine si avvia dalle parti di casa mia per ricevere ciò che gli spetta: un enorme porzione di Profiterol. L'inattesa torta di Marica, però, ha provocato in lui reazioni soddisfatte: ha iniziato ad accendere incensi e intonare canti in onore della Torta "Kinder Delice" (e solo il nome è già indicativo, diciamo). Il profiterol è stata la mazzata definitiva ed infatti dopo è rimasto per mezz'ora a guardare in TV la Pupa e il Secchione per accelerare i processi digestivi.

Io ovviamente ho trascorso la giornata mangiando ad intervalli regolari di 20-30 minuti pezzi di torta e di profiterol, che guardacaso dopo 1 giorno è praticamente finita. Come al solito ho aggiunto una bella felpa e una maglietta nella mia ricca collezione di roba Nike che campeggia nell'armadio. Il regalo più bello me lo sono fatto questa mattina, quando ho evitato di seguirmi l'inutile lezione a Bari per poter dormire finalmente qualche ora di più.

Ovviamente il telefono è suonato alle 9.30 e io mi sono svegliato almeno 4 ore prima del previsto.
E sono partite le prime bestemmie del 24°anno.

Grazie a tutti per i messaggini, augurini, regalini, abbraccini e tortini. Grazie davvero. Se dovessi averne voglia vi offrirò qualcosa. Ma non ne avrò.

4 ottobre 2006

Metodi Sperimentali per Sperimentare Esperimenti

Un esame un po' naif , mettiamola così.

Il tipico esame che tre minuti prima sei terrorizzato dalla paura di aver buttato un mese di studio nel cesso e che tre minuti dopo parte la bestemmia tattica arricchita dal classico "Ma chi me l'ha fatta fare a preoccuparmi". Il tipico esame che non segui manco una lezione e poi ti va meglio di tutti quelli che segui fino alla morte alzandoti all'alba e prendendo il treno della Bari-Nord quando è ancora buio. Il tipico esame che pensi di non averci capito nulla e dopo scopri di essere un fenomeno. Il tipico esame universitario, insomma: Metodi Sperimentali per la Produzione del Software, almeno a guardare il libretto.

Forse stavolta la fortuna ha avuto un ruolo importante (non decisivo, ma ha influito), e anche se è stato così diciamo che dopo la sfiga dell'appello di IUM 2 di Luglio ora direi che siamo in pari. E' la solita storia che fortuna e sfortuna alla lunga si bilanciano. Una regola un po' assoluta, diciamo. Una regola a cui rispondono tutte le entità del mondo. Tranne l'Inter.

Magari l'Inter ci mette pure un po' di innata tendenza al sadomasochismo, ma di questo parlerò più avanti, nel momento in cui il millesimo allenatore dell'epoca Moratti si sarà insediato. Per ora parlerò di Università. Cinque esami verbalizzati, e stavolta è un 30 e lode di cui sono più che soddisfatto.

Certo, alla fine DUECENTOTRENTA PAGINE di caso di Studio quel 30 se lo meritavano pure, e il pizzico di fortuna che abbiamo avuto durante il Test sull'e-learning (che si è impallato e dopo mezz'ora di inutili tentativi di rianimazione ci hanno fatto rifare una prova vecchia: siamo informatici, dopotutto) ci ha permesso di prendere anche quella lode che è essenzialmente inutile ma che quando la prendi proprio schifo non ti fa. Straordinario poi il "Sono contenta perchè siete uno dei pochi gruppi che hanno capito realmente cosa bisognava fare" con cui la prof ci ha liquidati. Assolutamente legittimo, per carità.
Il problema è che noi non abbiamo seguito neppure una lezione. Qualcosa non quadra, mi sa.

Tralasciando questi dettagli trascurabili e secondari, torniamo ai meri numeri: 5 esami su 12. Quasi sei contando l'infinito Basi di Dati 2. Si procede bene, ora sotto con il secondo anno. l'obiettivo è quello di non uscire fuoricorso. Proviamoci.

Sento che questo è 'anno buono. Come per l'Inter.

24 settembre 2006

Rialiti Sciò

Lo premetto, non sono un amante dei Reality.

In tre edizioni non ho mai seguito l'Isola dei Famosi, provo molta invidia all'idea che qualcuno possa farsi una vacanza su un isola da sogno riuscendo contemporeanmente a dimagrire 12 chili trascorrendo le proprie notti accanto a Maurizio Ferrini.

Faccio anche molta fatica a seguire il subdolo meccanismo alla base della Talpa (anche se l'idea che possa essercene una, e che essa sia Marco Predolin, mi da profondamente fastidio.), seguo a malapena le prime 4-5 puntate del Grande Fratello, giusto per fare una faccia sufficientemente consapevole e interessata quando le due parrucchiere di fronte a te in treno parlano di quanto sia figo GianGianni e di quanto sia poco curata l'attraente Matilde, poi nel momento in cui iniziano a inventarsi robe del tipo "Tu sei stato il migliore delle ultime 3 notti di plenilunio per cui passa 8 giorni nella tana degli scorpioni, tu invece sei stato il peggiore a compilare il 740 e passerai il tuo uichènd a lavare la schiena di Maurizio Costanzo" mi rompo e non lo seguo più.

So a malapena dell'esistenza della Fattoria, e, sebbene l'idea di riportare in TV i Ricchi e Poveri sia assolutamente da lodare, seguo molto molto raramente - ma diciamo pure mai - quella roba di Music Farm. Quest'anno però le cose paiono cambiate: Ho seguito quasi per caso una puntata di Circus, un bellissimo reality in cui ho potuto apprendere finalmente dei concetti fondamentali, come ad esempio l'estrema difficoltà che c'è nel cavalcare un'antilope bretone (anche se si tratta di un concetto un istante complicato da riapplicare nel reale) e sono venuto a conoscenza della classificazione degli elefanti in tre categorie: Africano, Asiatico e Valeria Marini.

Però io sono un amante del trash, lo sapete, e non ho potuto fare a meno di apprezzare, direi quasi di idolatrare (se qualcuno mi spiega cosa significhi) il nuovo reality di Italia1: La Pupa e il Secchione, un format americano dove sette ragazze che hanno concluso il loro percorso formativo scolastico con esiti quantomeno pittoreschi vanno a incrociare le proprie vite con sette ragazzi a malapena a conoscenza dell'esistenza di un secondo sesso che trascorrono il proprio tempo libero compilando cruciverba a schema libero di dimensioni 200x200. I risultati di questa unione (tralasciando il fatto che per uno strano scherzo del destino 4 ragazze su 7 siano pugliesi), quando mi capita di seguire le strisce quotidiane e la puntata del Giovedì lo faccio sempre con un certo interesse (ma sottolineo: solo quando non ho un cazzo da fare, altrimenti esco o vado a Basket).

Tralasciando per un istante i profondi significati sociologici alla base di questa trasmissione (negli anni 90 si andava in TV grazie alle proprie capacità, nel 2000 coi reality si diventava famosi anche in quanto persone "normali" , nel 2006 si diventa famose in quanto incapaci, idioti e totalmente amorfe), sto iniziando ad amare profondamente queste figure femminili capaci di portarmi il sorriso quasi più di Zelig.

Voglio conoscere gli autori di questo programma, perchè sono chiaramente dei geni. E non provate a dirmi che non è così, perchè mi rifiuto di credere che un qualsiasi individuo pensante - italiano - di oltre 18 anni - non riesca a distinguere una foto di Dante Alighieri andandolo a scambiare per "un capo indiano". Nella prima puntata hanno affermato che in Italia il potere legislativo ce l'ha il Papa e hanno aggiunto che Tommaso Padoa Schioppa è il PRESIDENTE DELL'ECONOMIA. Passando anche per la discreta: "Chi è Tony Blair" - "Non lo so.. ma mi da un po' di attore", per "Stella in inglese si dice -starsch-", si raggiunge quasi il climax con "le vocali sono a-b-c-D-e" ma si raggiunge assolutamente l'apice alla domanda:

"Dove si trova Beirut ?"
"In Islam"

Grazie mille, Vi Adoro.

21 settembre 2006

Futtboll Menager

Football Manager è il male.

Ai più superficiali potrebbe sembrare solo un semplice gioco, ma è una realtà con cui convivi, una parte di te, un qualcosa solo apparentemente inanimato e riposto in un DVD buttato chissà dove ma che puntualmente, a intervalli regolari, riappare, ti fa rendere conto di essere in astinenza, ti prende e chissà quando ti lascia.

Come un'influenza qualsiasi: Tu pensi di averla debellata ed invece, sistematicamente, ogni inverno ti colpisce. Con Football Manager accade la stessa identica cosa. Ci giochi un po' , ti rendi conto esserci diventato quasi dipendente, lo molli e ti ripeti "Ora basta, questa l'ultima volta: la prossima volta ci giocherò meno". Rimane per un po' latente sull'hard disk, finchè alla fine decidi di disinstallarlo.

Passano giorni, spesso settimane, raramente mesi, finchè un bel giorno all'improvviso ti chiedi
"Però.. è un bel po' che non gioco a Football Manager.. Quasi Quasi..".
E riparte la solfa: Lo installi, lo patchi, lo aggiorni, ti scarichi loghi, magliettine, bandierine, faccine, palloni, reti, updates del database, insomma tutto l'immaginabile e l'inimmaginabile per imputtanarlo quanto basta. Poi ci riprendi a giocare.

Ecco, è successo così anche stavolta. Certo, i tempi delle storiche partite a CM 93/94 , Scudetto 98, ai primi Championship Manager 2001 con il Djurgården (portato all'Intercontinentale) e il Sant'Anastasia (portato alla Semifinale di Champions) sono lontanissimi, ma ogni volta è un piacere riprendere a giocare a sto coso. Ho iniziato con l'Inter, giusto per riprendere la mano, raggiungendo il picco lunedì, dove ho raggiunto la cifra vergognosa di 10 ore di gioco (dalle 12 alle 18 e dalle 22 alle 2).

Non escludo di essere io il patito esagerato, ma è sempre sorprendente vedere quanto questo giochino ti prenda: Tattiche azzeccate, campagna acquisti mirata, fino alle inanarrabili bestemmie che lanci quando all' 87° Adriano ti sbaglia il gol fatto sottoporta, passando per le esultanze (vergognose anche queste, col senno di poi) al gol che ti fa vincere la Champions League.

Ovviamente è solo un gioco (non a caso con l'Inter il primo anno ho vinto Campionato, Champions e Coppa Italia, e nel secondo ho vinto le due Supercoppe), ma almeno per me ha quel qualcosa in più che lo distingue e lo rende inarrivabile per quasi ogni altro gioco a cui ho tentato di giocare. Ho già pianificato la mia carriera: Devo vincere il Mondiale per Club con l'Inter, poi mi dimetto e mi lancio in qualche avventura in C2. Nel frattempo porterò l'Italia a Euro 2008, perchè sono stato anche nominato CT. Poi sto già pensando ad una panchina nella Serie B islandese, perchè sono proprio quei campionati del cazzo a rendere Football Manager incredibile.

Mi sa tanto che anche stavolta mi sto facendo prendere troppo.
Ma tanto è l'ultima, poi smetto.
Si, magari.

12 settembre 2006

Tre imbecilli su un InterCity - Conclusione

Giuro che questo è l'ultimo post sulla partita, poi torno a parlare di cose più interessanti.

Vi allego la sintesi video con l'audio di Scarpini per questa splendida, storica, spettacolare, immensa partita. AMALA.

SINTESI PRIMO TEMPO


SINTESI SECONDO TEMPO

6 settembre 2006

Tre imbecilli su un InterCity - Video Reportage

Continua lo spettacolare reportage dell'indimenticabile viaggio di Milano. Dopo le foto messe su Flickr, non potevano mancare anche i video fatti con la digitale e caricati su YouTube.

Eccoli qua, golosissimi. Da notare come si senta distintamente la voce di Davide che canta "Pazza Inter Amala" insieme ad altri 50 mila idioti.



Lo stadio Inneggia ad Adriano. Poi se ne pentirà



Pazza Inter Amala cantata da circa 70 mila imbecilli orgogliosi di farlo


Primi Festeggiamenti post Partita


Premiazione


Pazza Inter Amala al Termine della premiazione. Figurati se poteva mancare


Prima possibile metterò anche online la Sintesi della partita

(Nella foto: Dopo aver vinto ormai tutto, possiamo iniziare a insidiare le più alte cariche della Chiesa)

3 settembre 2006

Tre imbecilli su un InterCity - parte 2 - Epilogo

Ormai a una settimana esatta dalla partita, penso sia il caso di tirare le somme di quel viaggio che ci ha visto percorrere tutta l'Italia (1700 chilometri) in 48 ore (escludendo i disastri non previsti come le locomotrici rotte).

Tempo fa c'è stato chi ha avuto bisogno di ben Cinque Giornate, a Milano, per poter combinare qualcosa di decente. Noi, dall'altro dei soli due giorni a disposizione, direi che abbiamo fatto davvero qualcosa di indimenticabile. Non userò questo thread per raccontare nuovamente per filo e per segno tutte le virgole di ciò che è successo nella duegiorni meneghina; Per quello c'è il Blog di Davide, inserirò i link a fine post per chi abbia voglia di leggere meglio le nostre (dis)avventure.

Appena sono tornato a Corato la cosa che molti di voi mi hanno detto è stata: "Sul 3-0 per la Roma ti ho pensato". Cazzo. Lo so bene che mi stavate pensando intensamente. Chi poteva immaginare di aver percorso così tanta strada per ritrovarsi di fronte ad uno spettacolo indecoroso di quel tipo. Altri ancora hanno aggiunto: "Ma sul 3-0 non ti sei pentito di quello che avevi fatto? Non avevi paura di aver fatto strada inutile?".

Beh, ragazzi. Lo dico qui e lo ribadirò. La risposta è NO.
Quando si prende una scelta del genere non puoi andare a razionalizzare con ragionamenti del tipo "E se perde?". Chissenefrega se perde, ha perso tante volte, figurati cosa cambia se perde un'altra volta ancora.

Personalmente penso che queste siano esperienze da prendere al volo, perchè sono intrise dall'inizio alla fine di momenti che, nel bene e nel male, ti lasciano qualcosa. Ben venga il Treno scomodo, ben venga lasciare schifezze nel cuore di una notte insonne, ben venga non dormire e ciondolare con i piedi doloranti per una intera mattinata nel centro di Milano. Ben venga tutto, perchè questi saranno i ricordi indelebili che tra anni e anni avremo ancora voglia di raccontare ai nostri figli.

Ti rimangono i ricordi del viaggio, ti rimane la compagnia dei tuoi amici, ti rimane il ricordo dei pantaloni sudati e appiccicosi che volevi cambiare e non potevi. Ricorderemo Davide che "Io nel treno non riesco a dormire", e poi dopo 8 secondi si spatascia sul sedile e muore. Ricorderemo le Pringles al Peperone, i tramezzini di Fabrizio e il vicino di scompartimento uguale spiccicato al fratello Wachowski. Ricorderemo il viaggio lunghissimo, la schiena a pezzi, i piedi in fiamme e ricorderemo che in tedesco sporgersi dal finestrino si dice "Gegestende". Ricorderemo quanto è bello ridere facendo ironia sui paesini inutili che stanno tutt'attorno Milano, ricorderemo anche le orribili case stile-fiammingo della periferia Milanese.

Ricorderemo l'orribile cornetto alla stazione, i 70 centesimi necessari per fare la prima pipì dopo 10 ore, ricorderemo Fabrizio terrorizzato dagli attentati in metropolitana e la facciata del Duomo ricoperta da un dipinto di un artista che non ricorderò mai come si chiama. Ci ricorderemo di come è bella la Galleria e delle insegne fighe nero e oro, ripenseremo ai negozi di merchandising e Fabrizio che ci porta felicissimo-senza accorgersene-nel Milan Store. Porteremo nel cuore l'indimenticabile sapore del Burro di Arachidi mangiato all'ingresso del Duomo di Milano e l'azzeccato accostamento con le Pringles che vanno bene dovunque.

Ricorderemo il Corso di Milano, la ricerca dei regali per le fidanzate e Davide che ci trova la maglietta "United Colors of Benetton - Milano" che piace a tutti e costa pure poco. Ricorderemo Fabrizio che firma cambiali per poter comprare la maglietta dell'Italia che a Corato non si trova e che vuole pure quella dell'Inter perchè "non si può andare a Milano e non tornare con la maglietta dell'Inter". Ricorderemo che non ci andava di andare a visitare il Pirellone perchè eravamo morti, ma ugualmente morti trovammo la forza per andare a trovare dove cazzo fosse Via Durini e la benedetta sede dell'Inter. Ricorderemo il simpatico custode del Palazzo e la sua disponibilità a farci fotografare davanti a uno zerbino più nerazzurro che mai.

Ricorderemo ancora la Metro, l'Hotel Oro Blu, la Stanza, la Doccia. Ricorderò - solo io, purtroppo - Davide e Fabrizio che dopo 2 attimi si addormentano e iniziano un concerto russando. Non potrò dimenticare la preparazione per la partita, il dialogo col Custode e il lungo viaggio verso lo Stadio. Indimenticabile sarà anche la faccia sorridente di quei due imbecilli alla vista di San Siro, come due bambini il primo giorno di scuola. L'attesa ai cancelli, i 33 inaspettati gradi di Milano e l'ingresso allo stadio. Ricorderemo la salita, lunghissima, e il sorriso da bambino di 2 anni di Fabrizio alla vista del terreno verde. Le splendide foto in un San Siro ancora vuoto, la pazza corsa per riuscire a comprare in tempo la maglietta e la sciarpetta dal San Siro Store. Ricorderemo il riscaldamento, ricorderemo 50 mila imbecilli che cantano pazza inter amala, ricorderemo l'ingresso in campo dei nostri pupi preferiti.

E ricorderemo ovviamente la partita: Ricorderemo ManSini, Aquilani e ancora Aquilani. La faccia triste di Fabrizio e quella sconvolta di Davide. Ricorderò a me che pensavo "Evidentemente è destino che non possa mai vedere l'Inter vincere" e ricorderemo, insieme, il milanese accanto a Davide che invocava il ritorno di Hodgson. HODGSON. Non so se mi spiego. Poi la rinascita: L'incornata di Vieira, l'intervallo pieno di attese, l'uscita di Adriano, l'ingresso di Crespo e gol. 2-3 e la speranza. L'assedio, due gol mangiati da Figo e il 3-3, ancora, di Vieira, con Davide che riceve le mie consuete mazzate. Ibra sbaglia al 90° il gol della vittoria e si va ai supplementari, mentre su Milano impazza il temporale.

Ricorderemo il "NO" mentre Ibrahimovic mi sbaglia il giochetto con la suola e ricorderemo Figo. Fallo. Punizione. Barriera Superata. Angolino. Urla. Urla. Urla. Abbracci, sgomitate, braccia al cielo. Io che cerco di avere un bambino da Fabrizio e poi concedo tutto il mio affetto a Davide. 4-3 , da non crederci. L'occhio fisso sul cronometro, Chivu espulso, meno 3, meno 2, meno 1. Finita. Assurdo. Ricorderò l'sms di mio padre: "Tifi una squadra di pazzi" , ricorderò le 1000 mila foto dei festeggiamenti, della coppa alzata al cielo e del cannone dei coriandoli che non spara.

Ricorderemo l'uscita dallo stadio con la sciarpa in vita e l'altra annodata in testa, ricorderemo la strada sbagliata e l'arrivo a Piazzale Lotto. Il McDonald, i tifosi della Roma tenuti fermi dai poliziotti in assetto anti-sommossa e il fumogeno che quasi entra nel McDonald con noi dentro terrorizzati. Poi la Notte, sveglia alle 6.30, vestiti e colazione. Ricorderemo il ristorante brasiliano con la samba alle 7.10 di Mattina. Ricorderemo il tipo assonnato della Hall che non capisce le mie battute imbecilli, e figurati se sapesse che ci siamo appena fregati 9 cornetti dal buffet ristorante. Ricorderemo ancora la Metro, la ricerca delle Michette in stazione e il Treno che parte. Salutiamo Milano.

Ricorderemo le prime ore di viaggio che passano veloce, Davide che ancora "non riesce a dormire seduto" e infatti si mette a dormire seduto. Ricorderemo il suonatore di contrabbasso con la fidanzata Austriaca che sale a Reggio Emilia e Davide che stringe amicizia con la vecchia adulatrice settantenne di Giulianova. Ricorderemo l'arrivo a Forlì con gli aneddoti sui miei zii e il susseguirsi delle regioni con l'avvicinarsi di Casa. Marche, Abruzzo, Molise e forse qualcun'altra inutile regione. La Puglia, l'arrivo a un passo e invece poi l'uragano. La pioggia, il treno fermo, il locomotore rotto. Noi dispersi per le campagne di Ripalta. 40 minuti di Ritardo, no 80, no 120. Ricorderemo la splendida stazione di Varano e le ragazze idiote che fanno il cruciverba chiedendosi se in "cortecce" la I ci va o no. Ricorderemo il tipo guerrafondaio che fomenta alla rivolta contro il capotreno, Davide che cerca qualcosa in carrozza ristorante, l'amiciza col tipo del contrabbasso e la puzza delle carrozze dove sostano gli zingari.

Con 180 minuti di ritardo l'arrivo a Barletta. Distrutti, ma distrutti davvero. Distrutti ma con tanta voglia di parlare di treno, di burro di arachidi, di duomo di milano, di hotel oro blu, di figo, di san siro, di urla, di braccia alzate, di pazza inter amala, e di uno splendido viaggio di tre amici. Imbecilli. Tre imbecilli su un InterCity.

Inter pure qua, Guardacaso.
Fine.

25 agosto 2006

Tre imbecilli su un InterCity - parte 1

Ottocentoquarantacinque chilometri, otto ore e cinquantasette minuti di viaggio. Cinquecentotrentasette minuti in Treno, se preferite. In una carrozza chiusa, umida, calda e puzzolente. Vicino ad altre persone. Che magari non si sono lavate. Senza mangiare. Stretto e Scomodo. Di Notte. Senza Dormire.

Ma chi me la fa fare, penseranno molti.
Non avete tutti i torti.

Ma se lo scopo del viaggio è quello di andare a San Siro e la compagnia è quella di Davide e Fabrizio, posso assicurarvi che accetterei ad occhi chiusi anche un viaggio verso l'est dell'Ungheria a bordo di una comoda mucca pezzata. Sono stato a San Siro solo un'altra volta, era maggio del 2003, quella volta ero in compagnia di Daniele Barchetta e raggiungemmo Milano a bordo del fiammante pullmann "Inter Club Romagna Nerazzurra", dove l'odore del Sangiovese e le sue ovvie conseguenze sulla psiche del tifoso avevano la meglio sulla razionalità e sul buon gusto e bonton.

Quel viaggio però è uno dei più bei ricordi recenti: Ricordo ancora perfettamente l'emozione di San Siro, lo spettacolo dello stadio (per chi è stato solo al San Nicola vi dico: ok, è bello, ma il Meazza è un'altra roba..davvero), la coreografia, la curva dell'Inter e il boato del terzo anello al Goal di Martins. Ricordo anche perfettamente l'eliminazione dell'Inter, ma vi assicuro che del risultato non poteva fregarmene di meno. Troppo bello quello che stavo vivendo attorno a me per poter pensare e razionalizzare al mero risultato della partita.

Stavolta i presupposti sono ancora migliori. Non ci sarà la Romagna, al posto del milanista Barchetta avrò due dei miei migliori amici, e non ci sarà neppure il gol Shevchenko (ma magari farà spazio alla doppietta di Pizarro). Della partita non me ne frega nulla, ma con Davide e Fabrizio (e Antonio, che purtroppo manca all'appello perchè è a Siena) aspettavamo da mesi il giorno della partenza per Milano. Ci eravamo andati vicinissimi prima dell'eliminazione col Villareal, e ci siamo arrivati adesso.

Bene, quel giorno è arrivato, ci siamo, domani a quest'ora saremo fuori ai cancelli dello stadio magari ancora incapaci di renderci conto dove cazzo siamo. Sono molto contento anche per Davide e Fabrizio, perchè io lì ci sono già stato, ma loro probabilmente non hanno minimamente idea di cosa gli aspetta, e sono davvero curioso di vedere le loro facce quando arriveremo lì.

Vedere San Siro è un esperienza. Un po' come mangiare un intero barattolo Burro di Arachidi (leggere il blog di Davide per informazioni - http://cosechenonsono.blogspot.com). Noi avremo la fortuna di poterle vivere entrambe contemporaneamente. Resta da capire quale delle due avrà un impatto più forte sul nostro stomaco.

Chiudo qui, perchè i preparativi impazzano. Tra 4 ore si parte. Io vi penserò. Se Sabato sera per uno strano motivo doveste trovarvi a guardare RaiUno, magari fatelo anche voi.

ps) Ho visto l'Inter dal vivo per 4 volte negli ultimi 10 anni. Non ha mai vinto. Se avete soldi da spendere alla SNAI, fatelo pure.

Poi non dite che non vi avevo avvisato.

20 agosto 2006

Rotolando verso Sud

Ultimamente mi sto guardando spesso allo specchio: E' un piacere vedermi in forma. D'altra parte nessuno può obiettare che anche il Tondo, sia una forma.

Sembrano passati anni da quando, nel pieno dello splendore, dominavo nell'area pitturata nelle finali del Campionato di Prima Divisione contro dei pupi di Santeramo. Ma era solo l'11 Giugno. Purtroppo è indubbio che in 2 mesi e mezzo abbia messo su altri (ulteriori) chili.

Provo forte invidia quando sento gli altri parlare di diete, di dimagrimento, di pasti controllati e di bilancini per pesare la quantità di carboidrati. Coi miei parenti se solo provi a pronunciare la parola "No, grazie: Sto provando a mettermi a dieta" ti arriva il piatto di Lasagne minatorio da 500 grammi corredato del biglietto "Non ci pensare nemmeno: Mangia".

Ma d'altra parte me lo vado anche a cercare: Appena tornato dalla Sardegna sono stato invitato a pranzo dalla Madre di Marica. Puoi permetterti di non mangiare, soprattutto dopo 15 ore di viaggio? Ovviamente no. Ma il vero Tour de Force è partito dopo: 13 agosto - pranzo al Ristorante per la Laurea di mia cugina, 15 agosto - mega pranzo di Ferragosto in campagna da mia Zia, 17 agosto - Rimpatriata della famiglia di Marica, a Trani, con annesso cenone a base di pizze, pizze, salsicce, focacce, salsicce e pizze. E pizze.

I risultati di tutto questo sono stati immediatamente tangibili. Scegliendo in maniera attenta le strade con la giusta pendenza, Giovedì scorso sarei potuto tranquillamente rientrare a casa rotolando, tanto era la panza che mi ero auto-prodotto sotto la maglietta (opportunamente larga per l'occasione).

Il 18, presa consapevolezza di questa situazione, ho deciso di iniziare un po' a controllarmi (visto che tralaltro la ripresa della stagione di Basket è alle porte), ma il giorno dopo gli spari di San Cataldo mi hanno riportato alla mente una delle tappe fisse degli ultimi anni: L'enorme panino delle Bancarelle con dentro tutto il mangiabile e l'immangiabile. Panza o non panza, impossibile rinunciare a cuor leggero a quel panino. Ormai è una tappa storica, che da anni unisce noi cultori del leggero sovrappeso. Impossibile rinunciarvi. Sono riuscito a sviare ieri, ma le tradizioni bisogna mantenerle. Costi quel che costi.

La dieta può aspettare. Quel panino no.

ps) Ma da domani parte la dieta. O forse no.

12 agosto 2006

Pioggia d'Estate

La mezza stagione è un concetto che mi ha sempre affascinato.

In realtà, se facciamo attenzione, nessuno sa se siano mai esistite, nè è capace di definirle con precisione. Cos'è dunque una "mezza stagione" ? Questo concetto astratto che da tempo immemore campeggia nella mente degli individui come un qualcosa di idealistico e desiderabile?

Col tempo mi sono fatto l'idea che la mezza stagione sia qualcosa di altamente spettacolare: L'Estaterno, ad esempio, è la mezza stagione tra Estate e Inverno: Tutti a fare pupazzi di neve in costume da bagno e a prendere il sole con 3 gradi sottozero ed il plaid. E' molto bella anche l'Autunnera, a metà tra Autunno e Primavera. Con gli uccellini che cinguettano per avvisare l'inizio del Maurizio Costanzo Show (che notoriamente inizia in autunno).

Personalmente non so se le mezze stagioni siano mai esistite, ciò che è certo è che non ci sono più. Fin da piccolo sono stato abituato ad immaginare il calendario e l'alternarsi delle stagioni come un qualcosa di altamente scandito: In Estate fa caldo, in Inverno fa freddo, in Autunno e Primavera son cazzi tuoi, si va un po' a culo e ci si veste a cipolla. Provate a dire qualcosa del genere a un bambino di oggi, e vedete come vi risponderà.

Il Natale caldo è ormai un classico. Fino a qualche anno fa la Pasquetta si trascorreva all'aperto con il sole mentre ora (da tre anni, mi sembra) si vive chiusi in casa sotto la pioggia mentre invece in giornate tipo il 42 di Novembre ci sono 60 gradi. Gli stessi 60 gradi che hanno ucciso le città italiane nella prima metà di Giugno, le stesse città italiane che oggi, 12 agosto, subiscono il diluvio. Sono tornato a Corato da esattamente 6 giorni. 5 sono stati piovosi. Ma pioggia intensa, non la pioggerellina agostana. A Trani e Bisceglie ci sono stati allagamenti, per dire. Roba che manco nel peggior inverno pugliese sono mai successe.

Tempo fa, poco dopo lo Tsunami, lessi per caso un articolo, probabilmente una boiata, che parlava di un leggero spostamento dell'asse terrestre e dell'inversione del campo magnetico della terra a seguito del maremoto. Francamente non penso che la cosa avesse tanto senso, ma fatto sta che qualcosa nel nostro clima sta cambiando, è tangibile e sarebbe da ciechi non rendersi conto che in 5-6 anni la situazione è cambiata tantissimo.

Dov'è finito il clima temperato? Dove sono finite le giornate fresche? Possibile che l'escursione termica sia simile a quella dell'equatore? Allora la storia della desertificazione è vera? C'è davvero probabilità di calamità naturali? Se si, infine, quando cazzo aprono ste benedette villette a schiera sulla Luna ?

In attesa della risposte vado a comprarmi un casco. I chicchi di grandine da 4 chili di The Day After Tomorrow sono un mio sogno ricorrente, ormai.